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04/11/2005 Il primo studio sul valore economico del congressuale

E' stata una delle prime esigenze sentite da Federcongressi: portare a conoscenza degli operatori e delle istituzioni il valore economico del settore e il suo fatturato indotto.  Si è affidata quindi al prof. Gardini dell'Università di Bologna-Polo di Rimini, che in Btc ha presentato la ricerca (resa possibile da alcuni sponsor).

"Il primo lavoro è stato quello di tentare di rendere omogenei i dati provenienti da fonti diverse. In altri paesi organismi pubblici lo hanno già fatto. In Italia niente di tutto questo."

Ecco gli elementi più rilevanti:

Fatturato congressuale per settori: il comparto alberghiero e quello dei trasporti ne sono i principali beneficiari (fatturano il 28% e il 36% dei servizi utilizzati da congressisti, organizzatori e promotori di congressi); sale congressi, allestimenti, tecnologie audio e video e ristorazione interna fatturano il 14% della spesa congressuale, così come i ristoratori della destinazione; le aziende commerciali e del leisure del luogo (shopping di congressisti e accompagnatori, parcheggi, libri, giornali, tabacchi, riviste, attività ricreative e culturali) fatturano l'8%.

N
umero di occupati: nel 2004 sono quasi 288.000 gli occupati permanenti in attività connesse a quella congressuale. Quindi, un settore ad elevata intensità di lavoro.

E
ffetti di attivazione indiretti della domanda congressuale sul sistema economico: nel 2004 l'operatività del settore ha aumentato di 6,9 miliardi di euro la produzione degli alberghi, di 4,9 quella dei ristoranti e di 900 milioni quella delle aziende del leisure. Ma anche di 3,65 miliardi la produzione delle aziende industriali e di 97 milioni di euro quella delle aziende agricole. 

PIL congressuale (cioè, come ha sottolineato Gardini, la ricchezza che un settore crea) ammonta nel 2004 a 15,088 miliardi di euro.

Ha detto il presidente di Federcongressi Adolfo Parodi: "Lo studio si compone di tre fasi, che analizzeranno i diversi comparti dell'industria congressuale sia per gli aspetti quantitativi che qualitativi. I dati forniranno tra l'altro gli strumenti utili per calcolare quanto produce l'industria congressuale su un territorio, quanto rende un investimento, quanto la variazione di un'aliquota fiscale può produrre nell'ampliamento del business, ma anche nelle entrate dello stato."

Federcongressi ha chiesto ad Italia for Events (con la quale ha firmato il Protocollo) che le successive due fasi siano comprese negli obiettivi del Progetto interregionale.

Lo studio sarà presto disponibile on line nel sito di Federcongressi.

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ultimo aggiornamento 02/09/2010