Dedicata al turismo, si è svolto a Napoli il 20 settembre il convegno voluto da Confindustria e Federturismo, "Passione Italia". Pesanti i dati presentati. Nel 1970 l'Italia era leader mondiale nel turismo. Oggi, secondo il Centro Studi Confindustria, ha una quota solo del 4,9%, mentre la leadership è passata alla Francia, con il 9,9%, seguita da Spagna, Usa e Cina. Peggio ancora, l'Italia ha visto calare nell'ultimo decennio l'incidenza del settore turistico sul Prodotto interno lordo dal 6,13% al 5,68%, mentre altri paesi come Spagna, Francia, Croazia si sono mossi in senso contrario.
Uno studio dell'AICA, l'Associazione delle catene alberghiere di Confindustria, ha sottolineato dati preoccupanti: nel 2004 l'Italia, unica fra le prime dieci destinazioni, ha registrato un calo del 6% negli arrivi internazionali. Nello stesso periodo la Germania ha registrato un aumento del 9,5%, gli Stati Uniti dell'11,8%, la Gran Bretagna del 12,1% e la Cina del 26,7%.
Investimenti pubblici, dati sconfortanti. L'indagine Confindustria afferma che, secondo le rilevazioni 2005, la Francia investe nel comparto turistico a livello aggregato 17,8 miliardi di dollari, con un incremento annuo previsto nell'ordine del 2,1%, e la Spagna 12,9 miliardi di dollari, con una crescita negli investimenti pubblici di 2,2% nei prossimi anni. Per l'Italia, invece, si stimano interventi per 13 miliardi di dollari, lo 0,8% del Pil, con un incremento previsto solo dell'1,6%.
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