Italia for Events, il tavolo composto da 15 Regioni e province autonome e dai privati (Federcongressi) - con la partecipazione dell'ENIT (richiesta da Federcongressi) - per la promozione del congressuale italiano all'estero, invece, si muove a piccoli passi.
La riunione del 29 giugno a Firenze ha visto una imprevista botta d'arresto: alcune Regioni hanno chiesto tempo per riflettere e dibattere prima di firmare il Protocollo di intesa, elaborato dalla regione Toscana (regione capofila), e integrato da Federcongressi. All'ordine del giorno c'era anche la costituzione di un comitato provvisorio ristretto, in grado di prendere decisioni operative. La sua necessità si è vista anche a Firenze, dove erano presenti all'incontro ENIT, Federcongressi con diversi operatori, e una minoranza di rappresentanti delle Regioni.
Le risorse a disposizione delle Regioni per la promo-commercializzazione dell'offerta italiana sono stanziate per il 2005 e 2006. Il tempo passa. Intanto si avvicinano le fiere del settore e le modalità di partecipazione delle regioni aderenti al Progetto interregionale sono al centro del dibattito.
In altre parole: come presentare ai buyer un'immagine dell'offerta italiana di qualità, se prima le regioni non adotteranno una griglia di accesso ad Italia for Events, basata sulla qualità? E come presentare un'immagine compatta, se l'Italia sarà presente alle fiere in modo frammentario e disordinato: nello stand dell'ENIT, in quelli delle singole regioni, come singoli espositori, nello stand di Italia for Events, in quello di Meet in Italy (che però adotta da sempre criteri di qualità per accettare i suoi soci)? La strada è ancora lunga e tortuosa.
Senza scoraggiarsi, bisogna ammettere però che il settore pubblico si sta muovendo. E finalmente sta cominciando a rendersi conto - con i suoi tempi - dell'esistenza di un mondo nuovo, quello dei congressi.
|